Riflessione a mano libera.

Sono il risultato di ceffoni da bambina. Sono il risultato di “no” imperanti, che non avevano sfumature o vie d’uscita travestite da compromessi. Sono il risultato di tante paranoie senza prospettiva. Sono l’unico cigno nero su un letto di cigni bianchi (o magari il contrario?! ). Sono un groviglio di parole, sbagli e fragilità. Non sono l’uscita di sicurezza. Non sono l’àncora di salvezza in mare aperto. Non sono nemmeno l’oasi in mezzo al deserto. Non sono nulla di tutto questo. Sono caos ed equilibrio. Sono caldo e freddo insieme. Sono il risultato esatto in una divisione che prevede il resto. E sono anche il resto, soprattutto il resto. Un po’ scomoda, certo, perchè imperfetta. Perchè ingestibile nella mia calma. Sono questo, e nulla mi appare più complicato di questo.

Riflessione post-modiva di massa.

Mi ritrovo a discutere perchè “non seguo il gregge”. Non bevo, non fumo, non faccio le sei del mattino in una serata in cui piuttosto che sollevare lo sguardo al cielo per guardare le stelle, le persone spalancano le fetide bocche di amianto tossico per urlare a chi sgomita accanto a loro allo stesso spasmodico modo di chi è alla sfrenata ricerca di fama e attenzione dentro un buco di luci intermittenti e caos infermale. Mi ritrovo a discutere semplicemnte perchè non traggo beneficio dal tornare barcollante a casa, stordita e confusa (come se la vita di per sè non lasciasse già abbastanza confusione nella mia testa). Mi ritrovo a discutere ed è come lottare contro mulini a vento; ma non si tratta di illusione. E’ tutto vero: la gente davvero crede che la vita sia tutta qui. Sia tutto un mettere in mostra, mettersi in mostra. La mia oggi pare essere una rivoluzione anacronistica: questi tempi inducono a pensare che l’unica salvezza sia mischiarsi, confonderai e perdersi. Non mi appartiene. Non mi appartengono. Io sono altrove. E non intendo tornare.

Alle luci ad intermittenza (IO)
preferisco la luna.

"E’ strano sai, ti stupirei mostrandoti le mie ossessioni.
E la balla dei sogni, ma ne vogliamo parlare? La verità è che i sogni sono immagini riflesse, sono specchio d’acqua immobile: svaniscono provandoli a toccare.”
Daniele Silvestri