tuseileiinesorabilmente

Non chiedermi com’ ero da piccola.
Non insistere per sapere cos’ ho contro mia madre.
Non chiedermi perché non parlo mai di mio fratello.
Non farmi raccontare la mia prima volta.
Non portarmi a mangiare un panino in un punto dal quale si vede tutta la città.
Non chiedermi di farti leggere quello che scrivo.
Non scrivermi una lettera.
Non stringermi forte i capelli mentre mi baci.
Non attaccarmi a un muro mentre mi baci.
Non piangere davanti a me.
Non farmi piangere davanti a te.
Non dirmi di tenere la luce accessa perché vuoi vedermi.
Non informarti sull’ andamento delle mie giornate.
Non chiedermi cos’ ho mangiato ieri sera.
Non portarmi a vedere un film di quelli indimenticabili al cinema.
Non regalarmi un libro.
Non regalarmi un quaderno dove scrivere.
Non prestarmi la tua felpa.
Non farmi compagnia sotto il piumone al telefono fino al mattino.
Non farmi notare quando arrossisco.
Non guardarmi da lontano quando siamo in mezzo ai nostri amici.
Non farmi il solletico.
Non dirmi che di te posso fidarmi, che con te posso sfogarmi.
Non diventare il mio migliore amico.
Non dirmi che sei geloso.

Non farmi innamorare, ok?
Lo dico per te, davvero.
Non farlo, tanto finirebbe male.

Susanna Casciani

Tutte le cose che facevi tu, Amore.. (via tuseileiinesorabilmente)

Non farlo, ti guarderei non vedendoti sul serio.
Ti guarderei e vedrei lui, non te.
Non farti complice di questa bugia, liberati di me, chè io di lui non posso liberarmi…

Evito di pensarti, di pensare a noi. Mi distraggo, mi svago. Esco con lui, ma lui non è te. Lui ride se, provando piacere seppur momentaneo, mi aggrappo alla sua camicia. Ride se chiudo gli occhi mentre lo bacio. Ride se parlo sottovoce, se gli accarezzo il petto, se cerco la pace guardando il cielo e lui crede che mi sia “incupita”. Lui non sa che in tutti questi momenti che tu adoravi come un matto, che mi sottolineavi e con imbarazzo io mi nascondevo sotto il tuo collo mentre tu mi stringevi, lui non lo sa che hanno tutte il tuo nome. Che questo è affetto di seconda mano, non è autentico. Ma come faccio? Ho carezze sottopelle, nascoste solo per te, per quando tornerai. Intanto che ritorni continuo a farmi prendere in giro, anche da me stessa.
Ti prego, vienimi a salvare, non sono fatta per quest’apnea !

Riflessione a mano libera.

Sono il risultato di ceffoni da bambina. Sono il risultato di “no” imperanti, che non avevano sfumature o vie d’uscita travestite da compromessi. Sono il risultato di tante paranoie senza prospettiva. Sono l’unico cigno nero su un letto di cigni bianchi (o magari il contrario?! ). Sono un groviglio di parole, sbagli e fragilità. Non sono l’uscita di sicurezza. Non sono l’àncora di salvezza in mare aperto. Non sono nemmeno l’oasi in mezzo al deserto. Non sono nulla di tutto questo. Sono caos ed equilibrio. Sono caldo e freddo insieme. Sono il risultato esatto in una divisione che prevede il resto. E sono anche il resto, soprattutto il resto. Un po’ scomoda, certo, perchè imperfetta. Perchè ingestibile nella mia calma. Sono questo, e nulla mi appare più complicato di questo.

Riflessione post-modiva di massa.

Mi ritrovo a discutere perchè “non seguo il gregge”. Non bevo, non fumo, non faccio le sei del mattino in una serata in cui piuttosto che sollevare lo sguardo al cielo per guardare le stelle, le persone spalancano le fetide bocche di amianto tossico per urlare a chi sgomita accanto a loro allo stesso spasmodico modo di chi è alla sfrenata ricerca di fama e attenzione dentro un buco di luci intermittenti e caos infermale. Mi ritrovo a discutere semplicemnte perchè non traggo beneficio dal tornare barcollante a casa, stordita e confusa (come se la vita di per sè non lasciasse già abbastanza confusione nella mia testa). Mi ritrovo a discutere ed è come lottare contro mulini a vento; ma non si tratta di illusione. E’ tutto vero: la gente davvero crede che la vita sia tutta qui. Sia tutto un mettere in mostra, mettersi in mostra. La mia oggi pare essere una rivoluzione anacronistica: questi tempi inducono a pensare che l’unica salvezza sia mischiarsi, confonderai e perdersi. Non mi appartiene. Non mi appartengono. Io sono altrove. E non intendo tornare.

Alle luci ad intermittenza (IO)
preferisco la luna.

"E’ strano sai, ti stupirei mostrandoti le mie ossessioni.
E la balla dei sogni, ma ne vogliamo parlare? La verità è che i sogni sono immagini riflesse, sono specchio d’acqua immobile: svaniscono provandoli a toccare.”
Daniele Silvestri